Disegni Sospesi 2011 Antica cartolina modificata e veduta dell'installazione sopra il palazzo
Disegni Sospesi 2011 Palloni aerostatici realizzati a forma di UFO Massimiliano Pelletti realizza un omaggio a Bruno Munari, un intervento site-specific intitolato "Disegni Sospesi". Tre dischi volanti aleggiano sopra Palazzo Mediceo a differenti altezze, simili ai giochi delle "Macchine Aeree" del 1930 e delle "Macchine Inutili" del 1933, con le quali Munari (tramite oggetti geometrici sospesi da fili), invadeva lo spazio vivibile e l'aria. Proprio grazie all'aria, che diventava parte integrante dell'istallazione, esse si muovevano e fluttuavano liberamente. Enrico Mattei
Acqua su Marte 2010 Materiali: Celle fotovoltaiche incapsulate in policarbonato flessibile, bollitore elettrico, bozze in cemento. “Spendiamo milioni e milioni per cercare acqua su Marte e non facciamo niente per conservarla qui e per cercarne di più per quelli che hanno sete.” Così José Luis Sampedro, scrittore ed economista spagnolo pone una riflessione sul’incosciente utilizzo e sulla scarsità delle risorse idriche del nostro pianeta.
Casina 2010 Acciaio, celle fotovoltaiche Sun Power, policarbonato, marmo, caffettiera elettrica.
Il disegno elementare di una casa, così come lo concepirebbe la fantasia di un bambino, diviene la traccia di riferimento per la costruzione di un elaborato ipertecnologico. Il segno infantile acquista tridimensionalità tramite materiali contemporanei, componibili, leggeri e al tempo stesso durevoli: acciaio, policarbonato e celle fotovoltaiche sunPower costituiscono gli elementi che compongono "Casina". L'energia generata autonomamente da "Casina" è in grado di alimentare una caffettiera elettrica posta al suo interno. Tecnologie moderne e materiali d'avanguardia concorrono a generare il calore tutto domestico sprigionato dal caffè da sempre simbolo, nella nostra tradizione, di unità familiare e al contempo rito di socialità collettiva.
Babau 2011 "Era molto più delicato di quanto si credesse, era fatto di illusione: anche se vero. Galoppa fantasia che avido di sterminarti il giorno ti incalza alle calcagna e mai più ti darà pace".
tomato & lemon 2010
Pomodoro, limone, marmo, amplificatori, casse audio, proiettori per diapositive, diapositive osidate, soluzione satura di acido citrico, orologio modificato, foto. tomato and lemon
[2,4,7,1,4,7] 2010 Proiettori, diapositive, Bibbie tagliate a laser, marmo, dimesioni varibili [2,4,7,1,4,7] è un rebus fatto di piccoli e ingegnosi incastri che muovono i primi passi da uno spunto linguistico. Proprio come in un gioco enigmistico, si procede per associazioni da mettere insieme per arrivare ad una (possibile?) frase risolutiva. Il profilo di un'Italia ingombrante, quasi d'intralcio a sé stessa, è ricomposto attraverso l'accostamento di venti bibbie sagomate con taglio laser che riproducono venti regioni. Queste si confrontano con l'ambiguo messaggio riflesso dalle quattro diapositive a parete ('Ad amor ardente è vano opporsi' - il rebus, appunto) con un'urgenza immediata. A completare il percorso espositivo, recuperando un'idea di costruzione di un “paradiso” linguistico artificiale, alcune mele realizzate in marmo statuario di Carrara. Ognuna diversa dall'altra per conformazione stessa del materiale, rappresentano il grado zero della nascita di ciascuna idea e rimandano al biblico frutto proibito. Attraverso l'allestimento, il dramma spaziale dello spettatore (costretto a movimenti in cui il margine di scelta viene ridotto al minimo) muta anche in eterno dramma linguistico, dettato dall'impossibilità di decifrare alcunché della gigantesca sciarada di cui è sostanzialmente primattore, cardine intramontabile e blasfemo. Arriveremo mai a comporre la frase finale del rebus? “Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile”. Philip Roth, Operazione Shylock: una confessione, 1993. Riccardo Bonini
Untitled 2010 si tratta di uno dei due lavori inediti, pensato e realizzato appositamente per lo spazio espositivo dell'antico Palazzo Pretorio di Castell'Arcuato. Una riflessione sulla limitazione di spazio e libertà e sulle drammatiche limitazioni che la visione ci impone. Una telecamera posta nella fontana antistante il palazzo riprende costantemente il movimento dei pesci all'interno. Le immagini vengono trasmesse direttamente al televisore tramite un'antenna wireless. Di fronte al televisore, nella classica boulle dentro la quale siamo abituati ad osservarlo nella sua declinazione 'decorativa' fondamentale, un altro pesce rosso compie le sue evoluzioni. Dal pesce all'uomo il passaggio è immediato.
All the sweet dreams I don't have 2010 l'installazione, che ha esordito nel signorile contesto di Villa Paolina Bonaparte in Versilia, viene riproposta in aspetto inedito. Si tratta di un lavoro complesso e fortemente coinvolgente che sottolinea il bisogno costante di calore umano necessario a qualunque essere vivente per la più elementare sopravvivenza. Una pianta, cresciuta nella totale assenza di luce, viene portata alla fotosintesi al suono di una litania confusa e dolcissima: sessantuno tra le più popolari fiabe italiane sovrapposte in un'unica traccia audio. L'insieme si compone di quattro neon che circondano il vaso adagiato su un tappeto, mentre il close-up di una telecamera riprende l'impercettibile cambiamento cromatico dei rami, che coincide progressivamente con l'identità sempre più definita della pianta. Due amplificatori accompagnano questo rito di rinascita a tutto volume.
Untitled 2010
Non vedo l'ora (pila al pomodoro) 2009 |