Disegni Sospesi 2011

Antica cartolina modificata e veduta dell'installazione sopra il palazzo

Disegni Sospesi 2011

Palloni aerostatici realizzati a forma di UFO
diametro dischi: 3m, 6m
foto: Paolo Vezzoni

Massimiliano Pelletti realizza un omaggio a Bruno Munari, un intervento site-specific  intitolato "Disegni Sospesi". Tre dischi volanti aleggiano sopra Palazzo Mediceo a differenti altezze, simili ai giochi delle "Macchine Aeree" del 1930 e delle "Macchine Inutili" del 1933, con le quali Munari (tramite oggetti geometrici sospesi da fili), invadeva lo spazio vivibile e l'aria. Proprio grazie all'aria, che diventava parte integrante dell'istallazione, esse si muovevano e fluttuavano liberamente.
Massimliano Pelletti, guardando alle "Macchine" e alla serie di pitture cosmiche di Munari, rende omaggio al maestro con un'operazione studiata appositamente per Palazzo Mediceo. Un progetto basato sui concetti di invenzione, creatività ed immaginazione nella comunicazione visiva, che Munari ben esprime nel suo volume del 1977 "Fantasia".
"La fantasia è un invenzione e un immaginazione. Dunque una bugia è l'insieme di fantasia, invenzione e immaginazione".
In base a queste costanti, che sono tra i punti fondamentali del lavoro di Munari, Pelletti sviluppa il suo progetto, considerando la fantasia come la facoltà più libera in assoluto, libera quindi di pensare anche la cosa più assurda.

Enrico Mattei

 

Acqua su Marte 2010

Materiali: Celle fotovoltaiche incapsulate in policarbonato flessibile, bollitore elettrico, bozze in cemento.
Misure: h100 cm x 140 cm x 50 cm

“Spendiamo milioni e milioni per cercare acqua su Marte e non facciamo niente per conservarla qui e per cercarne di più per quelli che hanno sete.” Così José Luis Sampedro, scrittore ed economista spagnolo pone una riflessione sul’incosciente utilizzo e sulla scarsità delle risorse idriche del nostro pianeta.
“Acqua su Marte” è una rudimentale e tecnologica composizione che può essere impiegata per l’ebollizione e sterilizzazione delle acque piovane o ristagnati. Già alla fine del 1700 il poeta ed incisore Wiliam Blake scriveva, in una delle sue citazioni, “aspettati veleno dall’acqua stagnate”; questa purtroppo in molte zone dell’Africa è ancora la situazione attuale, con un altissimo tasso di mortalità infantile per colera causato dall’assunzione di acqua.
Il lavoro è costituito dal semplice assemblaggio tra tecnologia e oggetti di uso comune. Il tutto si sviluppa da un panello in policarbonato nel quale vengono incapsulate, con un nuovissimo procedimento tutto Made in Italy, delle celle fotovoltaiche SunPower, realizzate in silicio monocristallino e capaci di generare 3 watt di picco. Le sottilissime lastre di materiale polimerico sono in grado di rendere ogni modulo flessibile, particolarmente leggero, resistente ed economico. L'energia generata autonomamente da “Acqua su Marte” è in grado di alimentare un bollitore elettrico, che potrà essere utilizzato per rendere possibile ed immediata la sterilizzazione dell’acqua tramite ebollizione così da renderla potabile.

 

Casina 2010

Acciaio, celle fotovoltaiche Sun Power, policarbonato, marmo, caffettiera elettrica.

Misure: h110 cm x 90cm x 55cm

Il disegno elementare di una casa, così come lo concepirebbe la fantasia di un bambino, diviene la traccia di riferimento per la costruzione di un elaborato ipertecnologico. Il segno infantile acquista tridimensionalità tramite materiali contemporanei, componibili, leggeri e al tempo stesso durevoli: acciaio, policarbonato e celle fotovoltaiche sunPower costituiscono gli elementi che compongono "Casina".
Le celle realizzate in silicio monocristallino e capaci di generare oltre 3 vat di picco sono incapsulate tramite una nuovissima teconologia Made in Italy in sottilissime lastre di materiale polimerico in grado di rendere ogni modulo flessibile, particolarmente leggero ed in grado di resistere anche ad agenti atmosferici estremi quali la grandine.

L'energia generata autonomamente da "Casina" è in grado di alimentare una caffettiera elettrica posta al suo interno. Tecnologie moderne e materiali d'avanguardia concorrono a generare il calore tutto domestico sprigionato dal caffè da sempre simbolo, nella nostra tradizione, di unità familiare e al contempo rito di socialità collettiva.

 

Babau 2011

"Era molto più delicato di quanto si credesse, era fatto di illusione: anche se vero. Galoppa fantasia che avido di sterminarti il giorno ti incalza alle calcagna e mai più ti darà pace".

Materiali: Sacchetti di plastica, ventilatori, vernice, regolatore di corrente alternata.
vari elementi, misure variabili

 

tomato & lemon 2010


Pomodoro, limone, marmo, amplificatori, casse audio, proiettori per diapositive, diapositive osidate, soluzione satura di acido citrico, orologio modificato, foto.
Misure: variabili

tomato and lemon
The concept of the entire work is to use citric acid of tomato and lemon to produce an electric voltage. The installation gives continuity to the work: "I do not see the time" catalog published on the installation of Terna Award 2002 and shaped by a garden with tomato plants, which was mounted on a circuit capable of powering a series of digital watches.
The artist starts with the two icons of tomato and lemon, made of marble statuary and supported on two pedestals of wood, and branches split a path in which feed, through citric acid to contain them, sounds and voltage. The chemical formula of citric acid, written ground with chalk, is accompanied by matter aesthetically and two projectors show two small media aluminum painted images created through the dissolution of the acid occurred tomato juice and lemon. In the end of the installation the two pictures depicting the work: "I don't see the time".

 

[2,4,7,1,4,7] 2010

Proiettori, diapositive, Bibbie tagliate a laser, marmo, dimesioni varibili

[2,4,7,1,4,7] è un rebus fatto di piccoli e ingegnosi incastri che muovono i primi passi da uno spunto linguistico. Proprio come in un gioco enigmistico, si procede per associazioni da mettere insieme per arrivare ad una (possibile?) frase risolutiva. Il profilo di un'Italia ingombrante, quasi d'intralcio a sé stessa, è ricomposto attraverso l'accostamento di venti bibbie sagomate con taglio laser che riproducono venti regioni. Queste si confrontano con l'ambiguo messaggio riflesso dalle quattro diapositive a parete ('Ad amor ardente è vano opporsi' - il rebus, appunto) con un'urgenza immediata. A completare il percorso espositivo, recuperando un'idea di costruzione di un “paradiso” linguistico artificiale, alcune mele realizzate in marmo statuario di Carrara. Ognuna diversa dall'altra per conformazione stessa del materiale, rappresentano il grado zero della nascita di ciascuna idea e rimandano al biblico frutto proibito. Attraverso l'allestimento, il dramma spaziale dello spettatore (costretto a movimenti in cui il margine di scelta viene ridotto al minimo) muta anche in eterno dramma linguistico, dettato dall'impossibilità di decifrare alcunché della gigantesca sciarada di cui è sostanzialmente primattore, cardine intramontabile e blasfemo. Arriveremo mai a comporre la frase finale del rebus?

“Tutto quello che ho per difendermi è l'alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile”. Philip Roth, Operazione Shylock: una confessione, 1993.

Riccardo Bonini

 

Untitled 2010
televisione, boulle, pesci rossi, antenna e centralina wireless
dimensioni variabili

si tratta di uno dei due lavori inediti, pensato e realizzato appositamente per lo spazio espositivo dell'antico Palazzo Pretorio di Castell'Arcuato. Una riflessione sulla limitazione di spazio e libertà e sulle drammatiche limitazioni che la visione ci impone. Una telecamera posta nella fontana antistante il palazzo riprende costantemente il movimento dei pesci all'interno. Le immagini vengono trasmesse direttamente al televisore tramite un'antenna wireless. Di fronte al televisore, nella classica boulle dentro la quale siamo abituati ad osservarlo nella sua declinazione 'decorativa' fondamentale, un altro pesce rosso compie le sue evoluzioni. Dal pesce all'uomo il passaggio è immediato.

 

All the sweet dreams I don't have 2010
amplificatore, neon, tappeto, vaso di ceramica con semi e cotone, old turntable modified
Variable Dimensions

l'installazione, che ha esordito nel signorile contesto di Villa Paolina Bonaparte in Versilia, viene riproposta in aspetto inedito. Si tratta di un lavoro complesso e fortemente coinvolgente che sottolinea il bisogno costante di calore umano necessario a qualunque essere vivente per la più elementare sopravvivenza. Una pianta, cresciuta nella totale assenza di luce, viene portata alla fotosintesi al suono di una litania confusa e dolcissima: sessantuno tra le più popolari fiabe italiane sovrapposte in un'unica traccia audio. L'insieme si compone di quattro neon che circondano il vaso adagiato su un tappeto, mentre il close-up di una telecamera riprende l'impercettibile cambiamento cromatico dei rami, che coincide progressivamente con l'identità sempre più definita della pianta. Due amplificatori accompagnano questo rito di rinascita a tutto volume.

 

Untitled 2010
Sgabelli, ventilatori, trasformatore, neon e pannello di polistirolo.
Variable Dimensions.







Non vedo l'ora (pila al pomodoro) 2009
Fotografia digitale su alluminio
Misure: 100 x 65
Statement: - un pomodoro
- una lamina di rame
- una lamina di zinco
- due cavi
- un orologio a cristalli liquidi.

Energia ricavata dal mio orto, il lavoro include una parte installativa con piante da frutto ed ortaggi su cui viene montato il circuito alimentando così una serie di orologi impostati su fusorari di cittadine di campagna impegnate in politiche ecosostenibili.






Untitled 2009
Il progetto site-specific si divide in due lavori: l'installazione sul lampione con la lampada e lo scheletro di gatto (the cat) e l'istallazione della griglia elettrica appesa all'albero (the end). Il primo lavoro rispecchia l'incompatibilità degli oggetti prodotti dall'uomo con il mondo animale, una forma di non-rispetto che viene espressa scherzosamente dallo scheletro di gatto che una volta salito sul lampione non riesce più a scendere. Il secondo lavoro consiste nell'inganno dovuto da una fonte luminosa, dalle insegne pubblicitarie come fattore consumistico per l'uomo e dalla luce che esse emanano per gli animali, insetti, etc. Dato comune è l'attrazione che queste luci suscitano nell'interesse umano e animale, nel caso dell'installazione dell'artista gli insetti sono attratti dalla luce e chiaramente non dalla parola che significa "la fine".



Intervento specifico sul sito.
The cat: lampada per lampione, lampadina colorata, scheletro gatto.
The end: box in plexiglass, scritta neon, griglia elettrica.








Senza Titolo 2007

Capre in resina smaltate a forno
dimensioni variabili.






Distruzione del silenzio 2006

Misure varie:
2 tipi diversi      >1) cm 25 x cm 25     > 2) cm 70 x cm 70
 
Materiali: Box in plexiglass isolato acusticamente con all’interno circuito a led
luminosi che emette segnali acustici alternati.






For Hell 2007
Botola in legno maniglia in ferro luci interne fumo diffusori acistici.
120x80cm





© Massimiliano Pelletti